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	<title>quaderni della valtolla</title>
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	<description>blog di divulgazione della storia e delle tradizioni della valtolla</description>
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		<title>Miele e idromele: misteri e leggende del mondo antico tra valtolla e popolazioni celtiche (5 di 6-domenica 19/02/2012)</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Feb 2012 23:48:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sergio valdarda</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Fausto Ferrari L’Idromele è “semplicemente” acqua e miele fermentato. Inizieremo questo viaggio dal Mito e dalle Origini per riscoprire una bevanda che migliaia di anni fa accompagnava i popoli nomadi nei momenti più sacri ed intimi, ma anche nelle feste dopo vittorie o importanti eventi. L’Idromele oltre il nome latino, (per noi sarebbe più [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=quadernivaltolla.wordpress.com&amp;blog=11497257&amp;post=1530&amp;subd=quadernivaltolla&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>di Fausto Ferrari</em></p>
<p style="text-align:justify;">L’Idromele è “semplicemente” acqua e miele fermentato. Inizieremo questo viaggio dal Mito e dalle Origini per riscoprire una bevanda che migliaia di anni fa accompagnava i popoli nomadi nei momenti più sacri ed intimi, ma anche nelle feste dopo vittorie o importanti eventi.</p>
<p style="text-align:justify;">L’Idromele oltre il nome latino, (per noi sarebbe più chiaro Hidromiele) ha un corrispondente poetico-runico che è <em>Medu</em>, nome simile all’antica bevanda delle popolazioni indiane nell’epoca Vedica. <em>Medu</em> racchiude le rune <em>Man</em>, <em>Eh</em>, <em>Dag</em>, <em>Uri</em>, (uomo, cavallo, giorno nel punto più alto, uro forza primitiva) ed il significato poetico è “<em>Magia del potere della trasformazione</em> <em>primordiale</em>”.</p>
<p style="text-align:justify;">Tra le bevande sacre è la più Sacra, il dono degli Dei per eccellenza; la sua origine celeste deriva dal polline dei fiori, dal lavoro dell’ape, simbolo sacro della trasformazione e della poesia, dall’Acqua di una fonte, simbolo della linfa vitale della Madre Terra.</p>
<p style="text-align:justify;">Certamente in passato, più che alla poesia-simbologia, la valenza sacra dell’Idromiele era data dal potere para-estatico che secondo gli antichi testi permetteva di uscire dal normale livello di percezione per passare ad una condizione inebriante-estatica.</p>
<p style="text-align:justify;">Numerosi i racconti ed i miti su questa bevanda Sacra. Odino per ottenerla si trasformava in serpente e poi in aquila; in altre leggende nordiche è Thor a sottrarre ai giganti la mitica bevanda.</p>
<p style="text-align:justify;">Nei Rgveda (VIII, 48,3) diventa il Soma Medhu: “<em>Abbiamo bevuto il Soma</em><em> [Uno dei tre recipienti dove è stato versato l'idromele della saggezza]  e siamo</em> <em>diventati immortali</em>”; il potere trasformatore di questa bevanda, che rende simile agli Dei, è il motivo conduttore di una serie di leggende dell’area nordica.</p>
<p style="text-align:justify;">Nel Mito è ritenuta la bevanda degli Dei che dona l’immortalità ed è concessa agli uomini ma gli stessi Dei, per ottenerla, devono faticare ed ingegnarsi per sottrarla alle forze primordiali, radici costanti dell’Idromele.</p>
<p style="text-align:justify;">Odino l’astuto (in alcuni casi è Thor il violento) sottrae il <em>Met </em>(Idromele) ai giganti forando la montagna e trasformandosi prima in serpente e poi in aquila, seducendo la figlia del gigante che ne era la custode.</p>
<p style="text-align:justify;">Nell’<em>Edda</em> (Hàvamàl, strofe 104-110 e Edda Snorri, 83-85) gli Asi [Termine derivante, secondo un'ipotesi, da <em>ass </em>(trave); principale famiglia di dei nordici associati ai fenomeni atmosferici; agli inizi dei tempi sono impegnati in una guerra con i Vani, divinità della fertilità e della fecondità] e i <em>Vani</em>, eterni nemici, concludono un patto e sputano nel magico calderone creando con la loro saliva l’uomo <em>Kevasir </em>[Il più saggio tra gli dèi; nacque dagli sputi degli Asi e dei Vani, testimoniando con la sua esistenza la pace raggiunta tra le due famiglie divine; viene ucciso da Fialarr e Gallar che dal suo sangue ricaveranno il prezioso idromele della saggezza] .<em> </em>Due nani uccidono <em>Kevasir</em> e mescolano il suo sangue con il miele; così facendo ottengono il <em>Met</em>, la bevanda che dona la saggezza e trasforma chi la beve in <em>scaldo</em> (poeta).</p>
<p style="text-align:justify;">L’importanza della saliva come dono e derivazione divina che diventa strumento di trasformazione-attivazione. Lo si vede anche nella leggenda, dove il Cinghiale Sacro attiva con la sua bava il contenuto del calderone, per ottenere la bevanda Sacra.</p>
<p style="text-align:justify;">In passato conoscere i segreti della fermentazione era sinonimo di potere e di magia; l’utilizzo della saliva per creare un ambiente acido adatto alla fermentazione è uno dei segreti celati nelle varie leggende. L’utilizzo del Mito per la ricerca o la conferma di alcune Verità, in molti casi, è ancora attuale.</p>
<p style="text-align:justify;">L’origine celeste dell’Idromele deriva dalla sua composizione: i fiori con il polline, le api ed il volo, il miele trasformato, l’acqua di Fonte Sacra. Questi componenti uniti permettono di elevare il “<em>Medu</em>” al di sopra di vino e birra che hanno origini più terrestri.</p>
<p style="text-align:justify;">Usato come offerta agli Dei nei banchetti rituali, nuziali e funebri, è adeguato per accedere alle varie direzioni cosmiche dei mondi paralleli, qualità derivata dai numerosi nomi che ne determinano le caratteristiche.</p>
<p style="text-align:justify;">Le origini antiche della bevanda sono confermate dal ritrovamento in un vaso di una sedimentazione di una bevanda fermentata, cui era stato aggiunto del miele, questa tomba, situata ad Egtved, risaliva all’età del bronzo.</p>
<p style="text-align:justify;">Nell’area Celtico-germanica l’uso rituale dell’Idromele era conosciuto dall’antichità ma è accertato che il suo significato religioso sia giunto nei territori slavo-illirici per venire poi assimilato dai Greci e dei Pannoni, antichi abitanti dell’odierna Ungheria, che adoravano Dioniso (Dualos). Le tribù dell’Illiria nelle loro feste facevano largo uso dell’Idromele mischiato alla birra per raggiungere stati di ebbrezza in onore della loro divinità Dualos.</p>
<p style="text-align:justify;">Da noi in Terra Celtica l’uso sacrale dell’Idromele avveniva nelle quattro feste celtiche: Samain (1 Novembre), Imbolc (1 Febbraio), Beltaine (1 Maggio), Lugnasad (1 Agosto) e nelle feste primordiali dei solstizi ed equinozi.</p>
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<p><strong>NOTE DEL BLOG</strong><em></em></p>
<p><em>PER 6 DOMENICHE DA DOMENICA 22 GENNAIO 2012  APPARE QUESTO POST  RIPRESO DA&#8221; QUADERNI DELLA VALTOLLA&#8221; ANNO XXIII [l'articolo originale di F.Ferrari è intitolato" Miele e Idromele..." ]</em></p>
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		<title>Miele e idromele: misteri e leggende del mondo antico tra valtolla e popolazioni celtiche (4 di 6-domenica 12/02/2012)</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Feb 2012 23:39:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sergio valdarda</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Fausto Ferrari Come ho già avuto modo di ricordare in un precedente scritto [F. FERRARI. La Giurisdizione autonoma di Valtolla, in “Quaderni della Valtolla”, Vernasca 2000], i Ligures, popolo montanaro e guerriero, abitavano stabilmente le nostre montagne. Intorno al VI secolo a.C. Diodoro scrisse di loro  quanto segue: I liguri abitano una terra aspra e [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=quadernivaltolla.wordpress.com&amp;blog=11497257&amp;post=1528&amp;subd=quadernivaltolla&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>di Fausto Ferrari</em></p>
<p style="text-align:justify;">Come ho già avuto modo di ricordare in un precedente scritto [F. FERRARI. <em>La Giurisdizione autonoma di Valtolla</em>, in “Quaderni della Valtolla”, Vernasca 2000], i <em>Ligures</em>, popolo montanaro e guerriero, abitavano stabilmente le nostre montagne. Intorno al VI secolo a.C. Diodoro scrisse di loro  quanto segue:</p>
<p style="text-align:justify;"><em>I liguri abitano una terra aspra e sterile, vivono una vita dura e disagiata in mezzo alle fatiche e al continuo lavoro per la comunità.<br />
L&#8217;esercizio fisico e la sobrietà del nutrimento rendono i loro corpi esili e robusti a un tempo.<br />
Conservano modi di vita primitivi; disprezzano il lusso e le comodità.<br />
Le donne sono forti e vigorose come gli uomini; gli uomini come</em> <em>le fiere; e si suol dire che, in combattimento, il più corpulento dei Galli è inferiore a un gracile ligure</em>.</p>
<p style="text-align:justify;">A riguardo delle donne liguri, lo storico e geografo greco Strabone (64 a.C.-20d.c.) scrisse quanto segue:</p>
<p style="text-align:justify;"><em>…Dice Posidonio che in Liguria, il suo ospite marsigliese Carmolao, gli fece il racconto seguente: aveva preso a giornata, per lavorare la terra, uomini e donne insieme. Una delle donne, colta dai dolori del parto, s&#8217;allontanò alquanto e, dopo aver partorito<strong>, </strong>ritornò subito al lavoro per non perdere la mercede</em>. <em>Ella aveva portato il suo<strong> </strong>neonato vicino ad una fontana, l&#8217;aveva lavato e avviluppato, recandolo poi in salvo a casa</em>&#8230;</p>
<p style="text-align:justify;">La popolazione viveva in piccoli gruppi, era molto religiosa, credeva nell’immortalità dell’anima e venerava il dio Pen.</p>
<p style="text-align:justify;">Elevò numerose vette della regione a veri e propri simulacri di fede [Numerose sono le testimonianze che supportano tali tesi, A. Ghiretti, a cui si deve la scoperta di numerosi siti archeologici riguardanti l’età del bronzo e del ferro attorno e sulle cime del monte Menegosa (la montagna più alta della Val d’Arda e probabilmente ritenuta sacra dai Ligures), ne parla diffusamente nei suoi scritti].</p>
<p style="text-align:justify;">Su queste cime  i “<em>Ligures</em>” amavano trovarsi e festeggiare le ricorrenze legate ai solstizi e agli equinozi dimenticando momentaneamente le rivalità.</p>
<p style="text-align:justify;">Secondo le credenze degli antichi <em>Celto/Liguri</em>, il popolo guerriero<em> </em>che ha abitato fin dalla preistoria anche le nostre montagne,  la carne di cervo e di cinghiale, la birra ed il vino ma soprattutto l’Idromele aprivano le porte dell’eternità.</p>
<p style="text-align:justify;">Ai tempi dei <em>Liguri</em> la produzione avveniva procurandosi per prima cosa dei cereali grezzi, tipo il farro o l’avena, che dopo esser stati sgranati venivano schiacciati e masticati dalle donne, (da qui l’importanza dell’utilizzo della saliva per creare un ambiente acido adatto alla fermentazione).</p>
<p style="text-align:justify;">Successivamente la poltiglia ottenuta veniva mischiata al miele, probabilmente tutto il favo con ancora cera, api morte e residui del favo; tutto ciò non alterava il processo di fermentazione ma sicuramente a volte, poteva causare difficoltà nella lavorazione e produrre un’alterazione al sapore finale.</p>
<p style="text-align:justify;">Quindi l’impasto veniva gettato nell’acqua riscaldata con pietre roventi per avere una temperatura adatta alla fermentazione, venivano poi aggiunte cortecce e foglie per il tannino.</p>
<p style="text-align:justify;">L’utilizzare l’idromele per ottenere l’ebbrezza sacra, secondo le leggende, comportava dei rischi. Accedere ai godimenti degli Dei o di esseri dell’ <em>altro mondo</em> non era considerata un’azione gratuita e sicura.</p>
<p style="text-align:justify;">Nel Mito, i Dei o gli Eroi devono superare prove e difficoltà per bere od ottenere il segreto della preparazione dell’idromele. La scrittura non ha il potere di trasmettere la conoscenza ma cercheremo di dare un piccolo seme per capire ed utilizzare una bevanda ritenuta Sacra dai Popoli Tribali Spirituali come i “nostri”.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>NOTE DEL BLOG</strong><em></em></p>
<p style="text-align:justify;"><em>PER 6 DOMENICHE DA DOMENICA 22 GENNAIO 2012  APPARE QUESTO POST  RIPRESO DA&#8221; QUADERNI DELLA VALTOLLA&#8221; ANNO XXIII [l'articolo originale di F.Ferrari è intitolato" Miele e Idromele..." ]</em></p>
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		<title>Miele e idromele: misteri e leggende del mondo antico tra valtolla e popolazioni celtiche (3 di 6-domenica 05/02/2012)</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Feb 2012 23:35:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sergio valdarda</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Fausto Ferrari Il contesto storico in cui avveniva tale produzione è il seguente. Il popolamento del territorio piacentino-parmense risale ad antica data: le prime presenze umane sono del Paleolitico (100.000-35.000 anni fa). Reperti paleo e neolitici dimostrano insediamenti preistorici nella valli piacentine e trovano esposizione nei musei di Travo e di Pianello Val Tidone, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=quadernivaltolla.wordpress.com&amp;blog=11497257&amp;post=1526&amp;subd=quadernivaltolla&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>di Fausto Ferrari</em></p>
<p style="text-align:justify;">Il contesto storico in cui avveniva tale produzione è il seguente.</p>
<p style="text-align:justify;">Il popolamento del territorio piacentino-parmense risale ad antica data: le prime presenze umane sono del Paleolitico (100.000-35.000 anni fa). Reperti paleo e neolitici dimostrano insediamenti preistorici nella valli piacentine e trovano esposizione nei musei di Travo e di Pianello Val Tidone, anche in Val d’Arda sono stati recuperate testimonianze del periodo neolitico [L’ascia levigata, usata per la conciatura delle pelli, recuperata dai volontari dell’Associazione Archeologica Pandora della Valdarda, è presente nella sede della stessa associazione a Morfasso] .</p>
<p style="text-align:justify;">Le zone interessate presentano particolari insediamenti quadrangolari, disposti su un terreno grasso e protetto da un argine e collegato al corso d&#8217;acqua da un fossato, le cosiddette <em>terremare</em> dell&#8217;Età del Bronzo. E&#8217; comunque la tribù dei Liguri, che in zona ha lasciato le più importanti testimonianze. La stirpe ligure proveniva dalla Gallia meridionale, tra i Pirenei ed il Rodano, e sembra assai probabile che qualche propaggine di Liguri sia esistita anche nella Spagna settentrionale. Come non è escluso che lungo le rive del Mediterraneo occidentale i Liguri penetrassero fino alla Spagna meridionale.<br />
Una delle vie battute dagli storici per determinare la primitiva estensione delle genti liguri, tanto in Italia come nelle regioni al di là delle Alpi, è quella di interrogare i dati della toponomastica. Già vari autori, fin dall&#8217;antichità, avevano pensato di assimilare il nome di diverse località a quello dei liguri, e così altri, tra cui il <em>Flecchia</em>, che è stato il padre degli studi di antica toponomastica italiana, dimostra che nella Liguria, in Piemonte, Lombardia, Emilia, Toscana &#8211; tutti paesi dove gli storici antichi ricordano con certezza popolazioni liguri &#8211; ricorrono frequentemente nomi topografici che terminano in: <em>asco</em> (come LoVernasco, Lusurasco, Bacedasco, ecc.) <em>-usco, -osco, -asso</em> (come Morfasso), solo per stare in zona, o che iniziano con <em>-bar</em> (come Barostro, in Liguria, che significa &#8220;altezza&#8221;).<br />
Le località denominate con questi suffissi sono maggiori in quei paesi ove più lunga fu storicamente la durata del dominio ligure. Sembra quindi incontestabile che il ceppo ligure avesse sue radici a nord delle Alpi e che i Liguri di età storica non fossero che l&#8217;ultimo avanzo di una stirpe molto più ampia, rimasta assorbita in massima parte dai <em>Celti (o Galli)</em>, dagli <em>Umbro Latini</em> o, forse, anche dai <em>Veneti</em>.</p>
<div>
<p style="text-align:justify;">Queste presenze sono continuate sulle pendici appenniniche anche quando, nel IV sec a.C., il territorio fu occupato da tribù celtiche, fino a quando nel II sec.a. C., gli uni e gli altri vennero conquistati dai romani. La compresenza dell&#8217;originario ceppo celtico con i nuovi arrivati non fu priva di frizioni, tuttavia i romani seppero valorizzare la tradizionale abilità delle tribù transalpine nell&#8217;allevamento suino e nelle manifatture della carne, trasformando questa zona e le attigue in un vero e proprio laboratorio da cui prelevare annualmente, per sfamare la capitale, la bellezza di 3/4.000 pezzi di carne salata (Catone il Censore). Fu probabilmente nel II secolo a.C. che i Romani, sconfitta la tribù ligure dei Veleiati, fondarono, nella valle dell&#8217;Arda, Veleia, che rappresenta uno dei principali siti archeologici del Nord d&#8217;Italia.</p>
<div><strong>NOTE DEL BLOG</strong></div>
<p><em>PER 6 DOMENICHE DA DOMENICA 22 GENNAIO 2012  APPARE QUESTO POST  RIPRESO DA&#8221; QUADERNI DELLA VALTOLLA&#8221; ANNO XXIII [l'articolo originale di F.Ferrari è intitolato" Miele e Idromele..." ]</em></div>
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	</item>
		<item>
		<title>Quaderni della valtolla: fonte di notizie, informazioni sulla storia locale e approfondimenti di altri&#8230;..</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 21:44:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sergio valdarda</dc:creator>
				<category><![CDATA[quaderni della valtolla]]></category>
		<category><![CDATA[redazione del blog]]></category>
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		<category><![CDATA[storia della valtolla (media e alta valdarda)]]></category>
		<category><![CDATA[via francigena]]></category>

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		<description><![CDATA[Ci è capitato di leggere attentamente il bel libretto “Territorio piacentino e le vie di comunicazione in età moderna- la valle dell’Arda e Morfasso” redatto nell&#8217;occasione di un convegno tenutosi a Morfasso la scorsa estate 2011. Il curatore e relatore del convegno e del libretto citato, prof. Giuseppe Cattanei, delinea, attraverso lo studio delle antiche [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=quadernivaltolla.wordpress.com&amp;blog=11497257&amp;post=1580&amp;subd=quadernivaltolla&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://quadernivaltolla.files.wordpress.com/2012/01/libro-convegno-morfasso.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1583" title="libro convegno morfasso" src="http://quadernivaltolla.files.wordpress.com/2012/01/libro-convegno-morfasso.jpg?w=216&#038;h=300" alt="" width="216" height="300" /></a>Ci è capitato di leggere attentamente il bel libretto <em>“Territorio piacentino e le vie di comunicazione in età moderna- la valle dell’Arda e Morfasso”</em> redatto nell&#8217;occasione di un convegno tenutosi a Morfasso la scorsa estate 2011.</p>
<p>Il curatore e relatore del convegno e del libretto citato, prof. Giuseppe Cattanei, delinea, attraverso lo studio delle antiche carte topografiche,   una rete “viaria” pre e post romana della valle dell’Arda e dintorni, dagli antichi abitatori liguri alle definizioni napoleoniche dell’inizio ‘800.</p>
<p>Un quadro generale dell’evolversi “geografico” di tale rete viaria  molto interessante che si sofferma parecchio sulla questione delle vie che percorrevano i pellegrini c.d. “francigeni”.<span id="more-1580"></span></p>
<p>L’autore traccia possibili percorsi seguiti dai pellegrini in maniera chiara e logica ma ovviamente  non definitivi e non esaustivi…[come non potrebbe essere così per tutta la ricerca storica? Ad un possibile orizzonte si scorge sempre un altro rimando…].</p>
<p>Importanti notizie del libretto citato sono anche riprese  dai “quaderni della valtolla” menzionato 15 volte in 42 pagine.</p>
<p>Per noi un riconoscimento! Il lavoro compiuto in tanti anni di ricerca e studio appassionato di tantissimi collaboratori, e regolarmente pubblicato dalla rivista, viene ripreso  in importanti convegni di studio e approfondimento sulla storia della provincia di Piacenza.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/quadernivaltolla.wordpress.com/1580/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/quadernivaltolla.wordpress.com/1580/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/quadernivaltolla.wordpress.com/1580/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/quadernivaltolla.wordpress.com/1580/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/quadernivaltolla.wordpress.com/1580/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/quadernivaltolla.wordpress.com/1580/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/quadernivaltolla.wordpress.com/1580/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/quadernivaltolla.wordpress.com/1580/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/quadernivaltolla.wordpress.com/1580/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/quadernivaltolla.wordpress.com/1580/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/quadernivaltolla.wordpress.com/1580/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/quadernivaltolla.wordpress.com/1580/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/quadernivaltolla.wordpress.com/1580/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/quadernivaltolla.wordpress.com/1580/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=quadernivaltolla.wordpress.com&amp;blog=11497257&amp;post=1580&amp;subd=quadernivaltolla&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Miele e idromele: misteri e leggende del mondo antico tra valtolla e popolazioni celtiche (2di 6-domenica 29/1/2012)</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Jan 2012 23:28:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sergio valdarda</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Fausto Ferrari Euripide dichiara che le Baccanti una volta raggiunto uno stato di suprema esaltazione, erano capaci con il tirso di far uscire “rivi di latte, mentre i tirsi intrecciati di edera distillano la dolce rugiada di miele” [EURIPIDE, ibidem, 699-711, cfr. Da Nicola Turchi, Le religioni misteriosofiche del mondo antico, pag. 25]. Nella [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=quadernivaltolla.wordpress.com&amp;blog=11497257&amp;post=1517&amp;subd=quadernivaltolla&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>di Fausto Ferrari</em></p>
<p>Euripide dichiara che le Baccanti una volta raggiunto uno stato di suprema esaltazione, erano capaci con il tirso di far uscire “<em>rivi</em> <em>di latte, mentre i tirsi intrecciati di edera distillano la dolce rugiada di miele</em>” [EURIPIDE, <em>ibidem</em>, 699-711, cfr. Da Nicola Turchi, <em>Le religioni</em> <em>misteriosofiche del mondo antico</em>, pag. 25].</p>
<p>Nella Bibbia, Sansone scopre nel cadavere del leone da lui abbattuto uno sciame d’api e di miele (Giudici, 14,8). Il popolo fedele è saziato da Dio con “miele di roccia” (Salmi, 81,17). Giovanni il Battista nel deserto si nutre di cavallette e di miele selvatico (Matteo, 3, 4).</p>
<p>Tuttavia nell’antichità la sua importanza è soprattutto simbolica: Nella mitologia nordica troviamo l’idromele (<em>melikraton</em>) ottenuto da un miscuglio di sangue e di miele.</p>
<p>La provenienza del miele era importantissima: doveva provenire dal proprio territorio, prodotto e preparato in modo naturale senza subire riscaldamenti o manipolazioni che potevano far perdere le proprietà anche curative.</p>
<p>Limpido, torbido o cristallizzato sono caratteristiche che neppure oggi ne alterano le qualità. Alcune varietà di miele come acacia, tiglio e mieli chiari in genere, in antico si ritenevano più adatte per ottenere un idromele [Idromele o Hidromiele, una sostanza liquida di tipo liquoroso a base di acqua e miele], dal gusto delicato. Le varietà scure, ambrate: millefiori, castagno, melata erano ritenute più adatte all’invecchiamento e , con aggiunta di erbe, per produrre I<em>dromele rituale</em>.</p>
<p>Anticamente tutto il favo veniva gettato nell’acqua riscaldata con pietre roventi per avere una temperatura adatta alla fermentazione, venivano poi aggiunte cortecce e foglie per il tannino e la base acida naturalmente, secondo la leggenda, bava di cinghiale (o meglio della saliva) erano il tocco finale per realizzare l’idromele arcaico. Sicuramente era più importante l’azione inebriante che non il sapore della bevanda.</p>
<div><strong>NOTE DEL BLOG</strong></div>
<p><em>PER 6 DOMENICHE DAL  22 GENNAIO 2012  APPARE QUESTO POST  RIPRESO DA&#8221; QUADERNI DELLA VALTOLLA&#8221; ANNO XXIII [l'articolo originale di F.Ferrari è intitolato" Miele e Idromele..." ]</em></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/quadernivaltolla.wordpress.com/1517/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/quadernivaltolla.wordpress.com/1517/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/quadernivaltolla.wordpress.com/1517/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/quadernivaltolla.wordpress.com/1517/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/quadernivaltolla.wordpress.com/1517/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/quadernivaltolla.wordpress.com/1517/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/quadernivaltolla.wordpress.com/1517/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/quadernivaltolla.wordpress.com/1517/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/quadernivaltolla.wordpress.com/1517/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/quadernivaltolla.wordpress.com/1517/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/quadernivaltolla.wordpress.com/1517/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/quadernivaltolla.wordpress.com/1517/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/quadernivaltolla.wordpress.com/1517/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/quadernivaltolla.wordpress.com/1517/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=quadernivaltolla.wordpress.com&amp;blog=11497257&amp;post=1517&amp;subd=quadernivaltolla&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Valtolla gennaio 2012: alla ricerca &#8220;ad la iesa&#8221; di San Martino de la Silva</title>
		<link>http://quadernivaltolla.wordpress.com/2012/01/23/valtolla-gennaio-2012-alla-ricerca-adla-iesa-di-san-martino-de-la-silva/</link>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 22:54:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sergio valdarda</dc:creator>
				<category><![CDATA[medioevo]]></category>
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		<description><![CDATA[La Silva era una località di &#8220;La Pedna&#8221;, oggi frazione di Morfasso e comprendeva un vasto territorio nei pressi dei primi tratti del  torrente Arda.  A monte dell&#8217;attuale abitato di Rusteghini, poco distante da Pedina, sorgeva una vecchia chiesa andata persa&#8230;.al tempo denominata &#8220;la chiesa di San Martino de la Silva&#8221;. L&#8217;associazione archeologica &#8220;Pandora della [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=quadernivaltolla.wordpress.com&amp;blog=11497257&amp;post=1567&amp;subd=quadernivaltolla&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1574" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://quadernivaltolla.files.wordpress.com/2012/01/img_0195-_snapseed.jpg"><img class="size-medium wp-image-1574" title="IMG_0195 _Snapseed" src="http://quadernivaltolla.files.wordpress.com/2012/01/img_0195-_snapseed.jpg?w=300&#038;h=199" alt="" width="300" height="199" /></a><p class="wp-caption-text">Veduta sulla valdarda...foto elaborata di S.E.(clic per ingrandire)</p></div>
<p style="text-align:justify;padding-left:30px;"><strong>La Silva</strong> era una località di &#8220;La Pedna&#8221;, oggi frazione di Morfasso e comprendeva un vasto territorio nei pressi dei primi tratti del  torrente Arda.</p>
<p style="text-align:justify;"> A monte dell&#8217;attuale abitato di Rusteghini, poco distante da Pedina, sorgeva una vecchia chiesa andata persa&#8230;.al tempo denominata &#8220;la chiesa di San Martino de la Silva&#8221;.</p>
<p style="text-align:justify;">L&#8217;associazione archeologica &#8220;Pandora della Val d&#8217;Arda&#8221; ne aveva confermato l&#8217;esistenza testimoniandolo con importanti reperti lì rinvenuti nel 1996.</p>
<p style="text-align:justify;">Cappella cimiteriale nel VIII secolo divenne Chiesa parrocchiale nell’XII secolo (?) fino all’edificazione della chiesa di Pedina dopo la metà del 1500 circa.</p>
<p style="text-align:justify;">Questa  chiesa, con quella di Teruzzi dipendevano da Sperongia e tutte erano sottoposte all’abate di Tolla.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Ieri, domenica 22 gennaio 2012</strong>,  una delegazione della rivista “quaderni della valtolla” si è recata sul posto per effettuare alcuni rilievi che serviranno per un prossimo articolo della rivista medesima.</p>
<p style="text-align:justify;">Campi e boschi, al confine con il rio San Martino, poco distante dall’Arda  indicano tracce dell’antico edificio andato irrimediabilmente perduto… che l’autore incaricato della ricerca cercherà di inquadrare e delineare meglio.</p>
<p style="text-align:justify;">Non resta che attendere….</p>
<div id="attachment_1571" class="wp-caption aligncenter" style="width: 480px"><a href="http://quadernivaltolla.files.wordpress.com/2012/01/img_0208-_snapseed.jpg"><img class="size-full wp-image-1571" title="IMG_0208 _Snapseed" src="http://quadernivaltolla.files.wordpress.com/2012/01/img_0208-_snapseed.jpg?w=470&#038;h=293" alt="" width="470" height="293" /></a><p class="wp-caption-text">con il menegosa alla spalle...(foto S.E.)</p></div>
<div id="attachment_1572" class="wp-caption aligncenter" style="width: 480px"><a href="http://quadernivaltolla.files.wordpress.com/2012/01/img_0190-_snapseed.jpg"><img class="size-full wp-image-1572" title="IMG_0190 _Snapseed" src="http://quadernivaltolla.files.wordpress.com/2012/01/img_0190-_snapseed.jpg?w=470&#038;h=352" alt="" width="470" height="352" /></a><p class="wp-caption-text">passaggio nel bosco (foto di S.E.)</p></div>
<div id="attachment_1573" class="wp-caption aligncenter" style="width: 480px"><a href="http://quadernivaltolla.files.wordpress.com/2012/01/img_0177_2-_snapseed.jpg"><img class="size-full wp-image-1573" title="IMG_0177_2 _Snapseed" src="http://quadernivaltolla.files.wordpress.com/2012/01/img_0177_2-_snapseed.jpg?w=470&#038;h=334" alt="" width="470" height="334" /></a><p class="wp-caption-text">porzione di vecchie mura (foto di S.E.)</p></div>
<p style="text-align:justify;">
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		<title>Miele e idromele: misteri e leggende del mondo antico tra valtolla e popolazioni celtiche (1di 6-domenica 22/1/2012)</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Jan 2012 23:52:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sergio valdarda</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Fausto Ferrari Una produzione locale che attualmente ha esteso il suo raggio quantitativo e qualitativo è quella del miele, la cui utilizzazione è da far risalire ai primordi della civiltà. Nel corso dei secoli l’uomo ha imparato ad utilizzare il leggendario “cibo degli dei” in innumerevoli modi diversi; ingrediente fondamentale delle bevande tradizionali di [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=quadernivaltolla.wordpress.com&amp;blog=11497257&amp;post=1505&amp;subd=quadernivaltolla&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1560" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://quadernivaltolla.files.wordpress.com/2012/01/004-_snapseed.jpg"><img class="size-medium wp-image-1560" title="004 _Snapseed" src="http://quadernivaltolla.files.wordpress.com/2012/01/004-_snapseed.jpg?w=300&#038;h=225" alt="" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">guerri...glieri liguri antiromani....(foto &quot;editata&quot; da sergio valtolla)</p></div>
<p><em>di Fausto Ferrari</em></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Una produzione locale</strong> che attualmente ha esteso il suo raggio quantitativo e qualitativo è quella del miele, la cui utilizzazione è da far risalire ai primordi della civiltà.</p>
<p style="text-align:justify;">Nel corso dei secoli l’uomo ha imparato ad utilizzare il leggendario “cibo degli dei” in innumerevoli modi diversi; ingrediente fondamentale delle bevande tradizionali di ciascun paese, passa poi ad essere utilizzato come tonico per la pelle ed elisir assoluto. Gli antichi Egizi lo tenevano in così alta considerazione da offrirlo in sacrificio agli Dei, mentre greci e romani lo apprezzavano quale rimedio terapeutico polivalente e prodotto di bellezza, oltre che come elemento indispensabile in cucina.</p>
<p style="text-align:justify;">Il miele ha ispirato molte leggende affascinanti e racconti sui suoi poteri magici sono stati tramandati nella storia. Le civiltà antiche, consapevoli del valore del miele, idearono nuovi modi d&#8217;impiego sia come alimento sia per usi esoterici o terapeutici.<span id="more-1505"></span></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Gli egizi scoprirono</strong> la sua utilità nell’arte dell’imbalsamazione dei defunti: durante la sepoltura dei faraoni accanto al sarcofago venivano posti dei vasi contenente il pregiato nettare che insieme con altre cibarie servivano per il lungo viaggio verso l’altra vita. Grandi filosofi e scienziati del passato (quali Aristotele e Ippocrate) furono attratti dalle laboriose api, che racchiusero nelle arnie al fine di studiarne la complessa vita sociale, prelevandone il miele per il consumo personale, avendone compreso il potere curativo e le caratteristiche terapeutiche. Gli antichi greci, e romani ebbero l’intuizione di trasferire il miele dalla tavola al gabinetto medico.</p>
<p style="text-align:justify;">Avvalendoci delle loro ricette, ancora oggi possiamo produrre dei medicamenti, ausili sempre validi per migliorare nella salute, nella vitalità e longevità. Al miele si ricorreva anche per le sue proprietà nella cosmesi: bellezze leggendarie, come Cleopatra e Madame Du Barry, sono solo alcune delle innumerevoli donne che nel corso dei secoli hanno sfruttato il potere depurativo del miele nei loro trattamenti estetici.</p>
<p><strong>Virgilio definirà il miele come “dono celeste della rugiada”</strong> ed è legato all’Iniziazione ed al Battesimo. Isaia profetizza la venuta del Cristo dicendo: “…<em>Pertanto il Signore stesso vi darà un segno. Ecco: la vergine concepirà e partorirà un figlio, che chiamerà Emmanuele. Egli mangerà panna e miele, finché non imparerà a rigettare il male ed a scegliere il bene</em>…”[ ISAIA, 7, 14-15].<em> </em></p>
<p>Il miele riveste un simbolo di dolcezza, è molto spesso è anche associato al latte e designa la terra felice e feconda: la terra promessa.</p>
<p><strong>Nella tradizione greca</strong> la leggenda dice che Pitagora si nutriva di solo miele, inteso nei due sensi, ovvero spirituale e corporeo. Porfirio scrive che al momento dell’Iniziazione “…<em>si versa sulle mani degli iniziandi non acqua, ma miele, per lavarli &#8230; Inoltre, con il</em> <em>miele si purifica la lingua da ogni errore…</em>”. Lo stesso Porfirio aggiunge che il miele è simbolo di morte e di vita [PORFIRIO, <em>Sull’Antro delle Ninfe</em>, 17, 18.]; ma è anche simbolo di torpore e di lucidità [FOZIO, <em>Biblioteca</em>, Codex XCIV.], e viene offerto agli Iniziati di grado superiore come segno di vita nuova [EURIPIDE, <em>Baccanti</em>, 142, 149; Porfirio, <em>Sull’Antro delle Ninfe</em>, cap. 15.]. Così anche nei Misteri di Mitra in occasione del passaggio ai gradi iniziatici di Leone e Persiano, le purificazioni invece che con l’acqua avvenivano con il miele.</p>
<p><strong>A Sparta</strong> il miele veniva utilizzato per l’imbalsamazione dei re. Nell’<em>Inno a Hermes </em>il miele è considerato il “cibo sacro dei numi”. Per Pindaro “…<em>il piccolo Iamos ha ottenuto il dono della</em> <em>divinazione perché serpenti lo avevano nutrito con il miele</em>…”.</p>
<div><strong>NOTE DEL BLOG</strong></div>
<div><em>PER 6 DOMENICHE DA OGGI APPARE QUESTO POST  RIPRESO DA&#8221; QUADERNI DELLA VALTOLLA&#8221; ANNO XXIII [l'articolo originale di F.Ferrari è intitolato" Miele e Idromele..." ]<br />
</em></div>
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		<title>Ligures, riti magici, ebrezza  e bevande naturali&#8230;</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Jan 2012 23:50:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sergio valdarda</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Fausto Ferrari Come ho già avuto modo di ricordare in un precedente scritto [La Giurisdizione autonoma di Valtolla, in “Quaderni della Valtolla”, Vernasca 2000], i Ligures, popolo montanaro e guerriero, abitavano stabilmente le nostre montagne. Intorno al VI secolo a.C. Diodoro scrisse di loro  quanto segue: I liguri abitano una terra aspra e sterile, vivono [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=quadernivaltolla.wordpress.com&amp;blog=11497257&amp;post=1499&amp;subd=quadernivaltolla&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1502" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://quadernivaltolla.files.wordpress.com/2012/01/img_12501.jpg"><img class="size-medium wp-image-1502" title="IMG_1250" src="http://quadernivaltolla.files.wordpress.com/2012/01/img_12501.jpg?w=300&#038;h=205" alt="" width="300" height="205" /></a><p class="wp-caption-text">foto di sergio valtolla (clic per ingrandire)</p></div>
<p><em>di Fausto Ferrari</em></p>
<p><strong>Come ho già avuto modo di ricordare</strong> in un precedente scritto [<em>La Giurisdizione autonoma di Valtolla</em>, in “Quaderni della Valtolla”, Vernasca 2000], i <em>Ligures</em>, popolo montanaro e guerriero, abitavano stabilmente le nostre montagne. Intorno al VI secolo a.C. Diodoro scrisse di loro  quanto segue:</p>
<p><em>I liguri abitano una terra aspra e sterile, vivono una vita dura e disagiata in mezzo alle fatiche e al continuo lavoro per la comunità.<br />
L&#8217;esercizio fisico e la sobrietà del nutrimento rendono i loro corpi esili e robusti a un tempo.  Conservano modi di vita primitivi; disprezzano il lusso e le comodità.<br />
Le donne sono forti e vigorose come gli uomini; gli uomini come</em> <em>le fiere; e si suol dire che, in combattimento, il più corpulento dei Galli è inferiore a un gracile ligure</em>.<span id="more-1499"></span></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>A riguardo delle donne liguri</strong>, lo storico e geografo greco Strabone (64 a.C.-20d.c.) scrisse quanto segue:</p>
<p style="text-align:justify;"><em>…Dice Posidonio che in Liguria, il suo ospite marsigliese Carmolao, gli fece il racconto seguente: aveva preso a giornata, per lavorare la terra, uomini e donne insieme. Una delle donne, colta dai dolori del parto, s&#8217;allontanò alquanto e, dopo aver partorito<strong>, </strong>ritornò subito al lavoro per non perdere la mercede</em>. <em>Ella aveva portato il suo<strong> </strong>neonato vicino ad una fontana, l&#8217;aveva lavato e avviluppato, recandolo poi in salvo a casa</em>&#8230;</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>La popolazione viveva in piccoli gruppi</strong>, era molto religiosa, credeva nell’immortalità dell’anima e venerava il dio Pen.</p>
<p style="text-align:justify;">Elevò numerose vette della regione a veri e propri simulacri di fede [Numerose sono le testimonianze che supportano tali tesi, A. Ghiretti, a cui si deve la scoperta di numerosi siti archeologici riguardanti l’età del bronzo e del ferro attorno e sulle cime del monte Menegosa (la montagna più alta della Val d’Arda e probabilmente ritenuta sacra dai Ligures), ne parla diffusamente nei suoi scritti]. Su queste cime  i “<em>Ligures</em>” amavano trovarsi e festeggiare le ricorrenze legate ai solstizi e agli equinozi dimenticando momentaneamente le rivalità.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Secondo le credenze degli antichi <em>Celto/Liguri</em></strong>, il popolo guerriero<em> </em>che ha abitato fin dalla preistoria anche le nostre montagne,  la carne di cervo e di cinghiale, la birra ed il vino ma soprattutto l’Idromele aprivano le porte dell’eternità.</p>
<p style="text-align:justify;">Ai tempi dei <em>Liguri</em> la produzione avveniva procurandosi per prima cosa dei cereali grezzi, tipo il farro o l’avena, che dopo esser stati sgranati venivano schiacciati e masticati dalle donne, (da qui l’importanza dell’utilizzo della saliva per creare un ambiente acido adatto alla fermentazione).  Successivamente la poltiglia ottenuta veniva mischiata al miele, probabilmente tutto il favo con ancora cera, api morte e residui del favo; tutto ciò non alterava il processo di fermentazione ma sicuramente a volte, poteva causare difficoltà nella lavorazione e produrre un’alterazione al sapore finale.</p>
<p style="text-align:justify;">Quindi l’impasto veniva gettato nell’acqua riscaldata con pietre roventi per avere una temperatura adatta alla fermentazione, venivano poi aggiunte cortecce e foglie per il tannino.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>L’utilizzare l’idromele per ottenere l’ebbrezza sacra</strong>, secondo le leggende, comportava dei rischi. Accedere ai godimenti degli Dei o di esseri dell’ <em>altro mondo</em> non era considerata un’azione gratuita e sicura.</p>
<p style="text-align:justify;">Nel Mito, i Dei o gli Eroi devono superare prove e difficoltà per bere od ottenere il segreto della preparazione dell’idromele. La scrittura non ha il potere di trasmettere la conoscenza ma cercheremo di dare un piccolo seme per capire ed utilizzare una bevanda ritenuta Sacra dai Popoli Tribali Spirituali come i “nostri”.</p>
<div>NOTE DEL BLOG</div>
<div><strong>Il presente post</strong> è estratto dalla rivista &#8220;quaderni della valtolla&#8221;, anno MMIII, da &#8220;<em>MIELE E IDROMELE-Una produzione locale di origini antiche</em>&#8220;; l&#8217;intero saggio sarà pubblicato a puntate ogni domenica dal giorno 22 gennaio 2012 (Sergio Efosi, redattore del blog)</div>
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		<title>Manutenzione del blog</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Jan 2012 11:39:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sergio valdarda</dc:creator>
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		<description><![CDATA[SITO IN MANUTENZIONE DAL GIORNO 14 GENNAIO PER 2 GIORNI GRAZIE PER LA PAZIENZA.<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=quadernivaltolla.wordpress.com&amp;blog=11497257&amp;post=1492&amp;subd=quadernivaltolla&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>SITO IN MANUTENZIONE DAL GIORNO 14 GENNAIO PER 2 GIORNI</h2>
<h2>GRAZIE PER LA PAZIENZA.</h2>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/quadernivaltolla.wordpress.com/1492/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/quadernivaltolla.wordpress.com/1492/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/quadernivaltolla.wordpress.com/1492/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/quadernivaltolla.wordpress.com/1492/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/quadernivaltolla.wordpress.com/1492/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/quadernivaltolla.wordpress.com/1492/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/quadernivaltolla.wordpress.com/1492/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/quadernivaltolla.wordpress.com/1492/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/quadernivaltolla.wordpress.com/1492/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/quadernivaltolla.wordpress.com/1492/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/quadernivaltolla.wordpress.com/1492/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/quadernivaltolla.wordpress.com/1492/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/quadernivaltolla.wordpress.com/1492/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/quadernivaltolla.wordpress.com/1492/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=quadernivaltolla.wordpress.com&amp;blog=11497257&amp;post=1492&amp;subd=quadernivaltolla&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>La newsletter della valtolla&#8230;.</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Dec 2011 10:18:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sergio valdarda</dc:creator>
				<category><![CDATA[redazione del blog]]></category>
		<category><![CDATA[amici dell'antica chiesa di sant'andrea di castelletto]]></category>
		<category><![CDATA[antica chiesa di sant andrea]]></category>
		<category><![CDATA[arturo croci]]></category>
		<category><![CDATA[blog quaderni della valtolla]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;associazione amici dell&#8217;antica chiesa di Sant&#8217;Andrea di Castelletto ha recentemente pubblicato la newsletter di fine anno che trovate allegata nei &#8220;widget&#8221; laterali (cliccandovi sopra la potete aprire e leggere). Si tratta del tradizionale &#8220;giornale&#8221; on line che l&#8217;amico Arturo Croci, presidente dell&#8217;associazione, invia a tutti i soci sparsi nel mondo (nel mondo!) che l&#8217;attendono  e [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=quadernivaltolla.wordpress.com&amp;blog=11497257&amp;post=1483&amp;subd=quadernivaltolla&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><strong><a href="http://quadernivaltolla.files.wordpress.com/2011/12/auguriarturo.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1487" title="AuguriArturo" src="http://quadernivaltolla.files.wordpress.com/2011/12/auguriarturo.jpg?w=300&#038;h=217" alt="" width="300" height="217" /></a>L&#8217;associazione amici dell&#8217;antica chiesa di Sant&#8217;Andrea di Castelletto</strong> ha recentemente pubblicato la newsletter di fine anno che trovate allegata nei &#8220;widget&#8221; laterali (cliccandovi sopra la potete aprire e leggere).</p>
<p style="text-align:justify;">Si tratta del tradizionale &#8220;giornale&#8221; on line che l&#8217;amico Arturo Croci, presidente dell&#8217;associazione, invia a tutti i soci sparsi nel mondo (nel mondo!) che l&#8217;attendono  e lo ricevono con immensa gioia.</p>
<p style="text-align:justify;">Il giornale ripercorre gli avvenimenti &#8220;sociali&#8221; degli ultimi sei mesi( il precedente numero è della scorsa estate 2011) e si focalizza su alcuni avvenimenti che hanno caratterizzato la comunità locale della valtolla &#8220;una valle libera e mai conquistata&#8221;.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong><em>AUGURI A TUTTI PER UN SERENO NATALE E UN BUON 2012.</em></strong></p>
<p style="text-align:justify;">
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/quadernivaltolla.wordpress.com/1483/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/quadernivaltolla.wordpress.com/1483/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/quadernivaltolla.wordpress.com/1483/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/quadernivaltolla.wordpress.com/1483/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/quadernivaltolla.wordpress.com/1483/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/quadernivaltolla.wordpress.com/1483/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/quadernivaltolla.wordpress.com/1483/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/quadernivaltolla.wordpress.com/1483/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/quadernivaltolla.wordpress.com/1483/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/quadernivaltolla.wordpress.com/1483/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/quadernivaltolla.wordpress.com/1483/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/quadernivaltolla.wordpress.com/1483/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/quadernivaltolla.wordpress.com/1483/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/quadernivaltolla.wordpress.com/1483/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=quadernivaltolla.wordpress.com&amp;blog=11497257&amp;post=1483&amp;subd=quadernivaltolla&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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