estratto da “Quaderni della Valtolla” Anno VI, Dicembre 2004
Angelo Carzaniga (compianto fondatore della rivista)
L’acqua dell’Arda impiegava solo qualche giorno e qualche notte per compiere il suo tragitto, placido o tumultuoso a seconda della stagione e dell’umore del cielo, dalle mille fontane, sorgive e colaticci che l’avevano generata sulle pendici dei monti, giù per rivi scoscesi fino al fondovalle, poi via tra slarghi e strettoie, cascate e ristagni e ruote di mulini in un concerto incessante di scrosci e mormorii, fino allo sbocco finale nell’orizzonte aperto e nel letto ampio e indolente del piano. Subito dopo, lasciata appena alle spalle Lugagnano, l’acqua varcava un confine immateriale e seguitava indifferente il suo cammino nel mezzo del territorio di Castell’Arquato.
Solamente da quel punto all’Arda competeva, come a tutti i fiumi o torrenti che si rispettino, l’ufficio e l’onore di dare il nome alla valle da essa percorsa, valle che appunto era chiamata ed ancora si chiama Valdarda così come la Valnure dal Nure, la Valtrebbia dal Trebbia e così via. A monte di quel punto, il tratto di paese solcato dall’Arda nei tempi più antichi era stato chiamato semplicemente l’Abbazia di Tolla, poi, a partire circa dal XVI secolo, la Valle di Tolla, o Valle Tolla o Valtolla.
Quelle antiche denominazioni sono oggi disusate, ma l’ultima sopravvive nebulosamente nella memoria della gente e negli annuari ecclesiastici – nonché nel titolo di questi nostri Quaderni – ed ha posto in imbarazzo anche alcuni studiosi che si sono chiesti se e dove mai esistesse o fosse esistito un corso d’acqua di nome Tolla che potesse aver tenuto a battesimo quel primo tratto di valle. Ai nostri proavi un simile quesito non si poneva, perché essi sapevano per pratica quotidiana che l’appellativo “Valle di Tolla” aveva origine e significato non topografico ma giuridico: era infatti la forma compendiata di “Valle dell’Abbazia di Tolla” – così si scriveva per esteso nei documenti di speciale importanza – cioè il territorio soggetto alla giurisdizione dell’antica Abbazia benedettina di San Salvatore di Tolla.
(..omissis..)
ALLEGATO: per leggere l’importante saggio storico sull’origine e sullo sviluupo della c.d. Valtolla puoi cliccare sul file allegato



Volevo sapere dove si trova la testa di statua raffigurata nella foto.
caro andrea,
attendo, a questo proposito un post da parte di fausto che sarà preciso anche nel raccontare come si è arrivati a questa scoperta.
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